28/12/2007
Disavventure di un "carbonaro".
Scriveva Vincenzo Cannaviello in un suo saggio pubblicato nel 1933 nell’Annuario del Regio Liceo-ginnasio di Avellino: “Il primo contingente di espatriati dal regno di Napoli a Tunisi, nel dicembre 1822, ne comprendeva 33…Di costoro 13 erano Irpini”.
“Poco più di tre mesi dopo –annotava ancora il prof. Cannaviello- il pinco [veliero mercantile] Nostra Signora della Salute sbarcava a Tunisi altri 19 rei degli avvenimenti politici di luglio 1820, di cui 15 Irpini”. E tra di essi c’erano Pietrangelo de Matteis ed Andrea Nazzaro canonici, Dignitari nella Carboneria di Manocalzati”, che si chiamava Gli Intrepidi e contava sessantuno affiliati.
Dopo la morte del re di Napoli, Ferdinando IV, ma I delle Due Sicilie, nel gennaio del 1825, gli esuli di Tunisi fecero pervenire al nuovo sovrano, Francesco I, la supplica di poter ritornare in patria. Il re per concedere l’amnistia chiese ai suoi funzionari nel paese africano di sapere quale comportamento gli esuli mantenessero. E il console napoletano Renato De Martino così relazionava al suo re: “ [la condotta dei fuorusciti] è stata la più regolare, onesta, ed esemplare malgrado la vita oziosa, che li divora”.
Tutti onesti ed esemplari? Non proprio. Il console De Martino il 18 agosto del 1829, scriveva al Direttore del Ministero degli Esteri in Napoli:
“Eccellenza. Due di questi esiliati…Raimondo Grimaldi di Nocera de’ Pagani, e canonico Pietrangelo De Matteis di Manocalzati in provincia di Avellino, molte volte sono stati da me avvertiti, ed anche minacciati per la condotta irregolare, che menavano in questa città [Tunisi]…gli avvertimenti e le minacce non furono sufficienti per allontanarli dalle donne musulmane, e da non farli contrarre più debiti…; per cui mi viddi costretto di spedire il Grimaldi in Susa [sul golfo di Hammamet], ed il canonico in Portofarina [Ghar Elmelh] luoghi di questa Reggenza… vedendosi chiuse tutte le strade sono ricorsi alla più nera immoralità di cambiar Religione. Subito che mi pervenne la notizia, che il canonico De Matteis aveva rinnegato, quantunque non fosse sacerdote, cercai tutte le strade per impedire uno scandalo grande tra i Cristiani con questo titolo di Canonico: mi riuscì a farlo comparire matto…prima che fosse stato portato dal capo della legge, e dal Bey; il Governatore di Portofarina mio conoscente, esponendo forse la sua vita, lo rimise in questo Regio Consolato fingendolo matto. Riparato un tale scandalo nel pubblico, chiamai questo Prefetto Apostolico, perché lo avesse riconciliato nella nostra Santa Religione, per poi pensare ad un imbarco; per quattro dì parve rimesso nel retto sentiero, ma non mai li permise di uscire dal Consolato: il giorno 15 corrente alle ore cinque di mattina forzò una finestra di una camera sul terrazzo, dove lo aveva rinchiuso, e si buttò sopra le case de’ Mori da un’altezza, che dovea restarci morto, o almeno fracassato nelle ossa. I musulmani dicevano essere stato un miracolo di Maometto che lo aveva salvato per portarlo alla sua Religione: nel vedere tal orrore cercai per mezzo del Dragomanno [interprete presso ambasciate o consolati in Oriente] farlo riprendere; ma si alzò, e passò nelle case de’ Mori; fece chiamare il Governatore del quartiere, e nella presenza dello stesso e mia, lo scellerato dichiarò di essere musulmano, e che il Console voleva farlo comparir matto, ma che lui era ne’ suoi perfetti sensi; in comprova ripeté la professione della fede musulmana. Vostra Eccellenza potrà considerare il mio rammarico, e di quello di tutti i Cristiani…”.
L’editto di clemenza del 18 dicembre 1830, che il re Ferdinando II volle emanare per la sua ascesa al trono di Napoli, consentì il rientro in patria anche di 23 esuli in Tunisi. A questo primo contingente seguirono altri rimpatri di espatriati. “Quattro irpini non tornarono più alla dolcezza dei natii monti: Francesco Saverio Pietrolongo di Chiusano fulminato da un colpo di apoplessia in Diserta il 4 gennaio 1828; l’ebanista avellinese Saverio Ranucci che passò a miglior vita negli ultimi del febbraio 1830; Giorgio Rossi di S. Giorgio la Molara ed il canonico Pietrangelo de Matteis di Manocalzati, che si spense nel 1839 in Tunisi nell’ospedale dei Mori”.
11:43 Scritto da: manphry in Personaggi | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
ciao da sicilianipercaso, vienici a trovare e vota nel nostro sondaggio!!!!
Scritto da: sicilianipercaso | 28/12/2007
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buon 2008
ADA
Scritto da: ada | 28/12/2007
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Scritto da: otom | 28/12/2007
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